La Peste romana del 1656

 Nella ricostruzione storica della Peste Romana del 1656 si individuano alcuni elementi significativi rispetto all'origine di una sanità pubblica. 


1. Intanto è evidente che più che alla cura degli individui ci si dedica al controllo ed alla limitazione dei rischi per la collettività. In carenza di conoscenze sufficienti sia sul piano della eziologia che delle terapie relative al morbo l'attenzione era tutta indirizzata alla limitazione della diffusione della malattia. 

2. Il trattamento sanitario è obbligatorio

3. Ogni prassi è gratuita, dalla concessione dei permessi per uscire dalla città alla sanificazione dei materassi e delle suppellettili nelle valchiere esistenti o negli spurghi appositamente realizzati

4. è richiesto un grande controllo del territorio da parte di una amministrazione che non dispone neanche di un corpo di polizia propriamente detto e definito, tanto che vengono incaricati i parroci di effettuare un controllo casa per casa. Anche ai medici viene affidata più una funzione ispettiva che non terapeutica. 

5. Il cartello "Sanità" apposto alle case di chi è soggetto alla quarantena ha il valore di "sottoposto a controllo" piuttosto che un riconoscimento delle condizioni di salute

6. Alla pratica dell'isolamento per allontanamento (il ricovero nei lazzaretti) si affianca quella del confinamento di intere aree della città (il ghetto ebraico ma anche il rione di Trastevere). Il ghetto era già recintato, mentre a Trastevere si realizza (in 9 giorni?) un muro con cancelli di ingresso. Questo oltre le limitazioni all'accesso ed alla uscita di una città che comunque disponeva di una cinta muraria importante e controllabile.

7. Continua ovviamente il traffico di merci ed alimenti, che vengono sottoposti a misure speciali di controllo e di sanificazioni (secondo le limitate conoscenze dell'epoca che si affidavano al lavaggio in aceto ed alla fumigazione).

8. Sotto il profilo del welfare, rileva che ai ricoverati in lazzaretto si riconoscesse una diaria di 160 scudi. Non un "ristoro" come abbiamo imparato a chiamarlo nel corso della pandemia covid-19, perché non era dato a categorie di lavoratori e non risulta fosse erogato a chi poteva rimanere, sia pur confinato, nella propria abitazione; piuttosto quindi una sorta di pensione di invalidità temporanea. 

9. Sanità e città. Per motivi di isolamento e prevenzione dal contagio e anche per la ricerca di condizioni di "salubrità" spesso i nosocomi (i lazzaretti e poi più tardi gli ospedali per le malattie tubercolari) venivano posti ai margini della città, in condizioni di separazione e talora, quando possibile, su alture (vedi Santa Maria della Pietà). Anche nel corso della peste del 1656 i primi lazzaretti vengono realizzati a San Pancrazio e presso il Casaletto di Pio V, sempre al di fuori della cinta muraria Cittadina (tra porta San Pancrazio e Porta Cavalleggeri) (https://www.labgeocaraci.it/nibbyproject/casaletto-di-s-pio-v)

I Lazzaretti istituiti in città sono quello dell'Isola Tiberina (in cui la separazione dalla città è semplice, bastando la chiusura dei ponti di accesso) e quello istituito nel ghetto ebraico: situazione assolutamente particolare in quanto tutto il ghetto viene chiuso e separato dal resto della città.

10. Il governo della malattia è governo della città: per consentire procedure di igienizzazione vengono usate le valche ma anche istituiti gli spurghi ed usate le fontane pubbliche soprattutto per il lavaggio della lana dei materassi. Da verificare se i lavaggi fossero gratuiti.

Anche gli Espurgatori vengono ubicati ai margini della città, utilizzando anche ville nobiliari. Vennero utilizzate le macchine normalmente adibite alla lavorazione della lana: le fulloniche e le valche. 

11. Il governo della epidemia non è affare di scienza ma di politica. La task force istituita da Alessandro VII (Congregazione di Sanità, lo stesso organismo che sotto Urbano VIII aveva tenuto la peste lontana dai confini dello Stato Pontificio nel 1630) era composta da prelati e porporati, oltre agli alti magistrati della città: il governatore, il tesoriere, i conservatori ed il fiscale capitolino. Due incarichi speciali vennero assegnati per il controllo dei due quartieri dove si era ritenuto di individuare i principali focolai (Trastevere ed il Ghetto ebraico).

Si ha però una gestione "laica" dell'epidemia: non è più l'ira divina che si scaglia contro i peccatori, ma vi sono meccanismi fisici, meccanici che consentono il diffondersi del contagio. Anche se non vi sono medici o uomini di scienza nella Congregazione, già alla metà del 1500 c'erano stati studi in tal senso (Pubblicati a Venezia: Fracastoro).

In epoca poco precedente, quando la pestilenza aveva colpito la città di Londra nel 1584, la Municipalità Londinese (Corporation of London) aveva indirizzato al Governo di Sua Maestà (Privy Council) la convinzione sillogistica che "la causa della peste è il peccato; la causa del peccato sono gli spettacoli; perciò causa della peste sono gli spettacoli"

 12. La congregazione si occupò di tutti gli aspetti del vivere: dalla gestione degli oggetti e delle case alle regole delle osterie (dove era proibito che al tavolo sedessero più di quattro persone) arrivando alle norme per gli spostamenti degli ali prelati ed alle regole per la legatura dei documenti notarili. Alle proibizioni si affiancavano quindi le prescrizioni. Regole, dove non esistevano altri strumenti per limitare la diffusione della epidemia. 


Bibliografia: 

http://www.eurostudium.eu/Eurostudium44/Topi-Roma.pdf

https://www.docsity.com/it/la-peste-di-roma-nel-1656/4387118/


Iconografia:

https://susanklaiber.files.wordpress.com/2020/03/rossi-plague-rome-rijksmuseum-small.jpg

https://susanklaiber.files.wordpress.com/2020/03/rossi-plague-rome-wellcome-2-small.jpg

https://susanklaiber.wordpress.com/2020/03/31/images-of-the-plague-in-rome-1656/

http://www.internetculturale.it/it/16/search?instance=magindice&case=&qt=&q=&clusterLabel=Danza+Celtica&cacheId=-6729189498716958220&cluster=7ee3898446a7ca304224de863b2ad827&channel__subject=%22Italia%22+OR+%22Campania%22+OR+%22folklore+elaborato%22+OR+%221970-1979%22&__meta_issued=1684

http://www.internetculturale.it/ - Cardinalis Gastaldi


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